L’emicrania
è una delle patologie più diffuse in Italia. Nel nostro paese sono circa 7 milioni di persone a soffrirne, in
particolare dai 25 ai 45 anni e per la maggior parte donne (il 15,8% della
popolazione rispetto agli uomini - 5%.)
[1]
L’emicrania ha anche un effetto negativo sull’economia del paese: i costi causati dall’emicrania si stimano intorno ai 3 miliardi di euro all’anno. Di questi, 2 miliardi sono causati dalle spese mediche e farmacologiche e 1 miliardo da spese indirette, ad esempio causate dall’inabilità al lavoro. Per molti pazienti le terapie classiche non sono efficaci. Da oggi anche gli italiani hanno a disposizione una tecnica innovativa per il trattamento dell’emicrania, grazie a un intervento di chirurgia plastica - che rimuove il muscolo che spesso causa il disturbo.
L’intervento chirurgico si basa infatti sulla rimozione del muscolo corrugatore, localizzato nell’area sopraciliare. La contrazione di questo muscolo – localizzato in uno dei cosiddetti “punti trigger”, “interruttori” che danno origine all’emicrania – in alcuni casi esercita pressione sul nervo trigemino e può scatenare forti attacchi di emicrania. Il disturbo infatti, pur avendo origine a livello cerebrale, può essere innescato dalle regioni periferiche del capo. Non esiste un’unica terapia per l’emicrania, che è scatenata da diversi fattori. Il successo di questo trattamento dipende quindi da un’accurata selezione dei pazienti tramite consulti specialistici e dettagliati questionari. L’intervento chirurgico, che dura circa un’ora, viene effettuato in anestesia totale, in regime di day-hospital o con un breve ricovero. Nel nostro paese questo innovativo trattamento viene praticato: “Lintervento nasce negli Stati Uniti ed è stato successivamente introdotto anche in Europa, dove sono stati operati con successo più di 300 pazienti” – commenta il chirurgo plastico Philipp Agostini –Durante l’intervento, il muscolo corrugatore viene rimosso, praticando una piccola incisione lungo la piega della palpebra superiore, mentre il nervo situato all’interno del muscolo non viene né asportato, né danneggiato. Il successo del trattamento dipende da un’accurata selezione dei pazienti, che devono quindi seguire un preciso iter diagnostico e un test preventivo con Botox, prima di venire indirizzati all’intervento chirurgico”. Il Dr. Philipp Agostini crede fermamente che l’operazione possa rappresentare una vera svolta per molti pazienti in Italia: “Circa il 35% dei pazienti già operati in Europa e negli Stati Uniti erano completamente liberi da disturbi, anche dopo un anno dall’intervento. Per un altro 55% si erano dimezzati la frequenza degli attacchi e l’intensità del dolore. Chi non soffre di emicrania ha difficoltà ad immaginare quanto questo possa migliorare la qualtà della propria vita“. Gli effetti collaterali sono minimi. Un’ eventuale lesione del nervo potrebbe provocare una perdita di sensibilità su una piccola porzione di cute della regione frontale, ma questa complicazione sinora non si è mai verificata. Dopo l’operazione, inoltre, scompaiono le rughe interciliari, perché il muscolo responsabile del movimento che le provoca è stato rimosso, con un evidente beneficio estetico. Sul sito www.centro-chirurgia-emicrania.it sono accessibili le informazioni e il questionario da compilare, necessario per capire se il paziente potrebbe trarre beneficio dall’intervento. Per il trattamento chirurgico possono essere presi in considerazione tutti i pazienti che posseggano due requisiti fondamentali: devono essere in grado di localizzare i punti dove si localizza il dolore della propria emicrania; il miglioramento riscontrato dopo il test con Botox deve essere evidente“. Solo dopo aver individuato i punti trigger tramite il questionario, viene effettuato il consulto specialistico ai pazienti con i requisiti per l’operazione. L’ultimo step prima dell’intervento è il test del Botox, che simula l’effetto dell’intervento chirurgico. In questo test il muscolo del punto trigger principale viene infatti immobilizzato. Dopo aver effettuato il test, il paziente documenta per otto settimane la frequenza e l’intensità dei suoi attacchi di emicrania in un diario. Se il miglioramento riscontrato dopo il test con il Botox è evidente, si consiglia il trattamento chirurgico. La scoperta di questa efficace tecnica è avvenuta grazie alla testimonianza di numerosi pazienti che si sono sottoposti a un’intervento di chirurgia plastica per la rimozione del muscolo corrugatore del sopracciglio, con lo scopo di distendere le rughe della fronte. Le dichiarazioni dei pazienti che hanno notato la totale scomparsa dell’emicrania, o perlomeno una sua sensibile attenuazione, hanno portato a uno studio approfondito e alla successiva messa a punto di questo innovativo trattamento. Oltre 1.500 persone in tutto il mondo sono già state operate con questa nuova tecnica chirurgica e di almeno 500 degli operati esistono risultati a lungo termine.
[1] Fonte dati: Studio M.E.T.E.O.R.:
Migraine Epidemiology – Therapy
and Economics: an Outcome Research Study. An epidemiological study to assist migraine
prevalence in sample italian population presenting to their GPs Roncolato M,
Fabbri L, Recchia G, Cavazzuti L, Visona G, Brignoli O, et al Eur Neurol
2000;43:103-6.



