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VACANZE E SESSO SICURO: I CONSIGLI SU YOU TUBE

Protezione, informazione e contraccezione: ecco le parole chiave per un’estate senza rischi. Il prof. Giorgio Vittori, presidente della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) saluta l’agosto imminente con un augurio e un invito a tutti i ragazzi: “Divertitevi e fate sesso sicuro. In questo periodo dell’anno è più facile sperimentare nuovi incontri ma è importante essere sempre responsabili e consapevoli, pena scontare brutte sorprese in autunno. Le infezioni sono in continuo aumento e solo lo 0,3% delle under 19 italiane presenta un buon livello di educazione sessuale. La prima volta è senza precauzioni per una ragazza su tre e il 30% continua a sfidare la sorte, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo oppure facendo affidamento sul coito interrotto (20%). Via libera allora alla ‘doppia barriera’: pillola contraccettiva per lei, ne esistono di molto leggere con progestinici di ultima generazione come il drospirenone, e al preservativo per lui, perché anche i ‘maschietti’ devono fare la loro parte”. Il messaggio viene lanciato oggi con un video su You Tube, un modo per rivolgersi ai giovani attraverso il loro stesso linguaggio. Il filmato è il primo di una serie di interventi e riflessioni sulla salute e il benessere della donna che verranno messe on line da qui al 5 ottobre, data che segna l’avvio del Congresso nazionale SIGO di Torino. Tra i temi toccati la fertilità, la legge 194, le politiche di genere.

Il video si può visualizzare al link http://it.youtube.com/watch?v=RK6lt5awYwE

ANSIA DA BIKINI


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In riva al mare scoppia la "spiaggia-fobia". Mettersi in costume, in alcuni
casi, può far venire ai bagnanti delle crisi di ansia.
Lo afferma *Paola Vinciguerra, presidente dell'Eurodap, Associazione Europea
Disturbi da Attacchi di Panico e direttore dell'UIAP, Unità Operativa
Attacchi di Panico, presso la Clinica Paideia di Roma.*
"Mostrare il proprio corpo nudo – afferma la psicoterapeuta che collabora
con la *Cattedra di Neurologia dell'Università La Sapienza di Roma* - è un
elemento spesso altamente ansiogeno, ma non è da collegarsi solo al disagio
di una forma fisica non perfetta. Esporsi è la rappresentazione della
fiducia in se stessi ed è questo il vero motivo che ci può portare ad avere
delle vere e proprie crisi d'ansia. Il disagio di mostrarsi in costume si
esprime in diversi modi. Il più classico è quello di fare in modo di non
scoprirsi troppo, assumendo poi *pose plastiche* con l'illusione di
minimizzare quello che a noi non piace del nostro corpo ".
"La chiusura nel proprio disagio – spiega – porta spesso ad avere difficoltà
di socializzazione e può far scattare meccanismi di gelosia ossessiva nei
confronti del partner. La vacanza diventa così un evento stressante. Può
inoltre emergere un grande senso di invidia nei confronti degli altri che ci
appaiono migliori e più belli di noi. E si torna a casa con il senso di
autostima completamente schiacciato. Certo la televisione, i rotocalchi che
mostrano continuamente corpi perfetti di personaggi più o meno famosi, non
ci aiutano". Secondo l'esperta, negli ultimi anni, durante i mesi estivi, sono
moltiplicati i casi di disagio psichico: ansia, attacchi di panico, crisi
depressive.

ESTATE, 2 ORE DI SOLE DIMEZZANO IL RISCHIO DI TUMORE

L’esposizione costante al sole per due ore diminuisce fino al 50% il rischio di sviluppare tumore alla prostata, al seno e al colon-retto. Merito della produzione di vitamina D, legata ai raggi solari, la cui assenza è motivo di malattie infettive, autoimmuni, cardiovascolari e di tumori. Lo ricorda lo studio appena pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, condotto dal Dipartimento di Medicina ed Endocrinologia dell’Università di Boston. “La vitamina D agisce beneficamente su tessuti differenti e in particolare sulla prostata e sul seno –spiega Patrizio Mulas, presidente dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) – Non mancano studi che rimarcano l’azione proapoptotica, antimetastatica e antiangiogenetica, antinfiammatoria e immunomodulante di questa vitamina. Sono sufficienti due ore al giorno di esposizione nelle ore meno calde, per produrre la concentrazione di vitamina D utile all’organismo. Numerose ricerche confermano la sua azione anticancro, e la relativa mancanza determina un aumento del rischio di sviluppare il tumore al colon-retto fino al 253%”. Il deficit di vitamina D è un problema molto diffuso nel mondo: i fattori che ne influenzano la produzione cutanea sono il tipo di pigmentazione della pelle, le creme protettive, l’orario di esposizione, l’età, la latitudine e la stagione dell’anno. “L’estate è sicuramente il momento migliore per prendere il sole e aiutare il nostro organismo – conclude Mulas – A volte però i cambiamenti negli stili di vita e la stessa paura eccessiva di sviluppare un tumore della pelle rischiano di provocare più danni che benefici. Il consiglio quindi è di esporsi al sole con moderazione, usando filtri protettivi adeguati al proprio fototipo, cioè al tipo di carnagione, evitando le ore più calde del giorno e, se proprio si vuole restare in spiaggia, ricordando di coprirsi con una maglietta e con un cappellino”.

LE MISSIONI INTERNAZIONALI DELL'OSPEDALE BAMBINO GESU' DI ROMA

Sono circa quaranta gli Stati esteri i cui bambini, negli ultimi quindici anni, hanno ricevuto l’aiuto dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù grazie ad un articolato programma strategico di missioni caritative organizzate per effettuare visite specialistiche, interventi chirurgici, costruire veri e propri presidi (come quello di Takeo in Cambogia) e svolgere attività di formazione e aggiornamento altamente specializzate per il personale ospedaliero e infermieristico dei Paesi verso i quali l’Ospedale attiva missioni di assistenza e dove maggiore è il bisogno di conoscenze pediatriche.
Nel solo 2007 le nuove missioni internazionali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno interessato i territori di Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana. Tutti Paesi in cui è stato applicato il programma di prevenzione della trasmissione materno-fetale dell’HIV, così come previsto dall’accordo siglato con l’Istituto Italo Latino Americano (IILA) il 30 aprile 2004, protocollo che prevede tra l’altro azioni di accoglienza e di teleassitenza nei confronti dei Paesi dell’America centro-meridionale. Sempre nel 2007 è stato firmato un accordo con l’Albania che prevede la collaborazione tutoriale, sia clinica sia tecnica, con l’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Tirana.
Medici, tecnici ed infermieri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno visitato e sottoposto a interventi terapeutici e chirurgici, spesso complessi, migliaia di bambini in aree del mondo dove manca la corrente elettrica, l’acqua, o dove le mine antiuomo falcidiano ogni giorno bambini, donne e uomini. Non è un caso, dunque, che l'articolato programma di missioni caritative promosse all’estero dall’Ospedale di proprietà della Santa Sede porti il nome di “Un reparto grande 5 continenti”. Luoghi devastati dalle guerre, dalla fame e dalla sete o semplicemente aree del Pianeta dove se è difficile crescere per un bambino in buona salute, diventa quasi impossibile per uno malato. Luoghi dove patologie o piccole malformazioni che nei Paesi industrializzati sono facilmente curabili, possono portare all’emarginazione o alla morte.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punto di riferimento di livello internazionale per la salute dei bambini e dei ragazzi, pur avendo un profondo radicamento sul territorio italiano, considera infatti parte integrante della propria missione istituzionale l’aiuto, il supporto e l’assistenza in tutte quelle aree dove le condizioni socio-economiche, la morfologia del territorio e i tanti focolai di guerre dimenticate mettono ogni giorno a repentaglio la vita dei più indifesi. Missioni internazionali di assistenza che hanno toccato gli angoli più sperduti senza tuttavia dimenticare che vi è bisogno di cure sanitarie specializzate anche per i tanti bambini che vivono poco lontano dall’Italia. Azioni ad ampio raggio sono state condotte nei Paesi del bacino mediterraneo, dalla Libia alla Tunisia, all’Albania. Numerose anche le missioni nei luoghi emergenti dalla povertà come i Paesi dell’Europa dell’Est e dell’Ex Unione Sovietica, dalla Romania alla Polonia, alla Bulgaria, alla Georgia. L’azione dei medici e del personale sanitario e tecnico dell’Ospedale ha toccato anche l’Asia orientale e il continente africano: Cina, Bangladesh, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Kenia, Eritrea. Discorso a parte – per le energie investite e per le finalità fissate – meritano la Tanzania e la Cambogia. Nel Paese asiatico l’accordo tra il governo locale e il Bambino Gesù ha portato alla realizzazione di un padiglione clinico-chirurgico di pediatria qualificato e attrezzato (terapia intensiva, ecocardiografia, medicheria). Una realtà a lungo sognata dove la qualità del servizio fosse accessibile ai più poveri, dove i medici, i farmaci e le attrezzature fossero disponibili gratuitamente.
Nello stato centro-africano, oltre alla missione strutturata di Itigi, nella nuova capitale Dodoma, l’Ospedale ha preso in carico l’organizzazione delle attività dei laboratori del “Villaggio della Speranza” che ospita bambini orfani, affetti dall’Aids, compresa l’attivazione, la messa in opera e l’implementazione delle apparecchiature, attraverso l’invio di personale specializzato. Si tratta di una vera e propria oasi di sollievo e di assistenza umana e sanitaria per i bambini in uno dei Paesi più poveri in assoluto.

SCLEROSI MULTIPLA: IL TRATTAMENTO PRECOCE ‘BLOCCA’ SUL NASCERE LA MALATTIA

Ricerca sulle cellule staminali, trapianto autologo e un centro di risonanza magnetica dedicato: questi sono i punti di forza che fanno del San Martino una realtà di assoluta eccellenza nazionale nel trattamento della sclerosi multipla. Ogni anno qui vengono seguiti circa 1.000 pazienti, di cui il 15% arriva da fuori regione: la Liguria conta circa 1.600 malati, in Italia sono 57.000. “Oggi disponiamo di terapie efficaci per contrastare la malattia fin dal primo attacco - afferma il prof. Giovanni Luigi Mancardi, Ordinario di Neurologia, Direttore della Clinica Neurologica II dell’Università di Genova - : le evidenze dimostrano che gli Interferoni o il Glatiramer Acetato, se utilizzati fin dall’esordio, sono in grado di rallentare la progressione della malattia. In particolare un recente studio che ha utilizzato l’Interferone beta- 1b dopo il primo episodio, ha dimostrato che tale trattamento precoce diminuisce del 40% la probabilità di avere un secondo episodio e quindi di sviluppare pienamente la sclerosi multipla.. A supporto del trattamento precoce, è stata inoltre messa a punto una nuova confezione di siringa monodose, a disposizione in Italia dal giugno scorso, che semplifica l’autosomministrazione del farmaco e migliora l’adesione alla terapia. “Ma nel nostro centro ci occupiamo molto anche dei casi più aggressivi, per cui siamo un punto di riferimento nazionale – continua il prof. Mancardi -. Partecipiamo e promuoviamo infatti studi per dimostrare come, in pazienti molto gravi, un’intensa immunosoppressione seguita da trapianto autologo di cellule staminali del midollo osseo possa arrestare – almeno temporaneamente - l’avanzare della malattia”. Il trattamento precoce con farmaci immunomodulanti viene raccomandato dagli esperti fin dal primo attacco. “È molto importante aumentare nei cittadini le conoscenze sulla malattia e i suoi sintomi – continua Mancardi - e diffondere la cultura dell’intervento tempestivo fra gli operatori sanitari“. È questo l’obiettivo del progetto “Question Time in sclerosi multipla”, un vero e proprio talk show itinerante di sensibilizzazione e formazione rivolto a neurologi, infermieri, psicologi e farmacisti. Sono oltre 100 i professionisti coinvolti oggi a Genova. L’iniziativa, che ha già toccato Milano, Roma, Bari e Firenze, prevede un ulteriore incontro a Padova a settembre.

ANDROLOGIA: GIOVANI SEMPRE PIU' ANSIOSI

In 40 giorni, sono state quasi 15.000 (14.649) le chiamate, ricevute dagli oltre 100 specialisti andrologi della SIA (Società Italiana di Andrologia) che, da sabato 17 maggio, hanno risposto al numero verde 800.36.36.77 nell'ambito della campagna "Torna ad amare senza pensieri".
A chiamare sono stati uomini di tutte le regioni italiane, anche se la suddivisione per macro-aree evidenzia una netta prevalenza delle regioni del sud e delle isole (42,3%), contro le regioni del nord ovest (23,1%), del nord est (11,4%) e del centro (23,3%). Tra le città, invece, Roma batte Milano (1049 chiamate contro 835) e Napoli, con 946 telefonate, sorpassa città come Palermo (321), Firenze (221), Genova (160) e Cagliari (142).
«Tra tutti i dati raccolti nel corso dell'attività del nostro numero verde - spiega Bruno Giammusso, andrologo e coordinatore scientifico della campagna - è da sottolineare la netta preponderanza di chiamate da parte di giovani uomini, sicuramente sono i più inclini all'utilizzo di strumenti quali infoline e siti web. Questo dato, però, deve farci riflettere perchè è un chiaro sintomo di come i giovani maschi italiani siano preoccupati, fragili e in ansia relativamente alle diverse tematiche della funzione sessuale, anche in assenza di particolari patologie».
Quali sono state le domande più frequenti dei ragazzi e dei giovani uomini italiani? «Agli specialisti andrologi - continua Giammusso - hanno chiesto informazioni soprattutto riguardo l'eiaculazione precoce e le dimensioni dei genitali, che ancora oggi rimangono una delle principali fonti d'ansia. Anche se si tratta di un'ansia ingiustificata, essa deriva - come hanno ammesso gli stessi giovani utenti del numero verde - dalla mancanza di un'adeguata formazione in fatto di educazione sessuale e dal rapportarsi a modelli sbagliati».
Altra categoria di utenti assidui del numero verde SIA sono stati i pazienti affetti da patologie cardiovascolari, condizioni spesso associate a disfunzione erettile: «si tratta di uomini più avanti con gli anni - racconta Bruno Giammusso - specialmente cardiopatici e ipertesi, che sentono il bisogno di tornare ad avere una vita sessualmente attiva e soddisfacente. Per questo, attraverso il numero verde SIA, hanno chiesto agli andrologi delucidazioni sui PDE5 inibitori, ovvero la classe di farmaci orali con indicazione per il trattamento della DE, e su loro possibili effetti collaterali. Si tratta di farmaci sicuri, ma che necessitano sempre di un'attenta valutazione medica».
«Grazie al numero verde 800.36.36.77 - conclude il prof. Vincenzo Gentile, Presidente della SIA - possiamo dire di aver centrato l'obiettivo più importante della campagna "Torna ad amare senza pensieri": far entrare in contatto i potenziali pazienti con un medico. Proprio il dialogo con il medico è, infatti, il primo passo per trovare una soluzione ad un problema sessuale, come ad esempio la Disfunzione Erettile, che nel nostro paese interessa un maschio adulto su otto, ovvero oltre 3 milioni e mezzo di Italiani. Nello stesso tempo, le migliaia di chiamate ricevute da tutta Italia,
hanno dimostrato come sia di fondamentale importanza per noi medici saper accogliere ed ascoltare le preoccupazioni degli uomini, più o meno giovani, con problematiche sessuali. Spesso, infatti, questi pazienti sono 'bloccati' al punto di non riuscire a parlare del loro problema, né al medico di famiglia, né tanto meno allo specialista andrologo. Avere invece a disposizione uno strumento come questo numero verde, al quale rivolgersi in forma del tutto anonima per ottenere informazioni utili da esperti altamente qualificati, ha aiutato tanti uomini ad abbattere quel muro di imbarazzo e di ansie ingiustificate, segnando un primo importante risultato per ritrovare la fiducia in sé stessi e la gioia di tornare a vivere la propria vita sessuale».

ALZHEIMER, LA CURA DALL'NGF?

Il fattore di crescita neuronale (Ngf - Nerve Growth Factor) blocca le vie che portano alla malattia di Alzheimer, aprendo la strada al suo impiego per fini terapeutici. E’ questa la nuova scoperta di un gruppo di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche, coordinato da Pietro Calissano e dell’Ebri (European brain research institute-Centro europeo di ricerche sul cervello), guidato da Antonino Cattaneo.
A 50 anni dalla scoperta del fattore di crescita nervoso che è valsa il Nobel alla professoressa Rita Levi Montalcini, il Ngf continua ad alimentare, con soddisfazione, le ricerche degli scienziati condotte in sinergia tra Cnr, Ebri, Fondazione Santa Lucia, Regione Lazio e Filas Spa. Proprio nell’ambito di questa collaborazione, è stato siglato oggi l’accordo con il quale Filas Spa, la società regionale dedicata al sostegno all’innovazione, concede un finanziamento di 4 milioni e 650 mila euro al settore delle Neuroscienze, che costituiscono una delle sei linee scientifiche del Distretto tecnologico delle bioscienze nel Lazio.
“Nell’ultimo decennio la scoperta del Ngf, oltre ad aver rappresentato una pietra miliare nel campo della biologia, ha aperto la strada ad un crescente numero di possibili applicazioni nella patologia umana”, dice Pietro Calissano, direttore dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Inmm-Cnr). “Fra queste potenziali applicazioni, è in fase di avanzata sperimentazione l’uso del Ngf a fini terapeutici o di prevenzione del morbo di Alzheimer, malattia caratterizzata da costi umani e sociali elevatissimi e che è destinata ad aumentare con il crescere della età della popolazione”. Si stima che in Italia circa 500.000 persone siano colpite da questa malattia e la cura di ciascun individuo ha costi che oscillano fra 70 e 120.000 euro/anno.
I ricercatori hanno trovato che il Ngf tiene normalmente bloccata nelle cellule nervose la produzione di un peptide, chiamato beta-amiloide, che è il principale responsabile della malattia di Alzheimer. “Quando il Ngf viene rimosso dalle cellule nervose tenute in coltura, si attiva in poco tempo la produzione di questo peptide attraverso la via denominata, appunto, amiloidogenica”, spiega Calissano. “Riuscire a capire il meccanismo attraverso il quale il Ngf tiene bloccata questa via e la produzione di questo peptide tossico potrebbe avere risvolti importanti per la prevenzione e la cura della malattia”.

'LA DOLCE VITA': 60 RICETTE SPECIALI PER I DIABETICI

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Per la prima volta nella storia dell’alta cucina italiana, 20 grandi chef dedicano la loro arte ad un pubblico particolare, ampio ed esigente, le persone con diabete e tutti coloro che vogliano prevenirlo. Lo scopo è allontanare lo spettro di cibi tristi e menu restrittivi che normalmente si accompagnano al concetto di dieta. Il risultato 60 ricette d’autore, allegre, semplici e raffinate, raccolte e illustrate in un libro, LA DOLCE VITA, che sposa la creatività alle regole per il corretto comportamento alimentare delle persone con diabete.
Crema di mele con ragù d’uva e noci, zuppa di cipolle gratinata, pasta e fagioli, orecchiette di grano arso agli ortaggi di stagione e cacioricotta, queste sono solo alcune delle ricette dedicate a chi scopre di avere il diabete e a chi vuole prevenirlo contrastando obesità, sovrappeso e squilibri metabolici. Mangiare correttamente, rispettando le regole, senza rinunciare al gusto e alla fantasia, si può, lo dimostrano le proposte firmate Cracco, Iaccarino, Uliassi, Ricci e Parizzi, per citare solo alcuni degli chef che hanno raccolto la sfida lanciata da AMD (Associazione Medici Diabetologi), ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizioni Clinica) e FAND (Associazione Italiana Diabetici) e contribuito alla realizzazione de LA DOLCE VITA, pubblicazione che sarà distribuita ai centri di diabetologia e ai pazienti delle 100 sedi FAND sul territorio italiano, e che, a partire da fine luglio, potrà essere richiesta gratuitamente telefonando al numero verde FAND 800 82 00 82 o scrivendo una email all’indirizzo ladolcevita@postainrete.it .
Ne LA DOLCE VITA tutte le Regioni italiane sono rappresentate da ricette “sostenibili” nelle quali le regole – quelle contenute nel Documento di Consenso ADI e AMD che raccoglie le raccomandazioni italiane per la corretta alimentazione della persona con diabete – si sposano alla creatività senza limitare, anzi perfezionando il piacere della tavola ed esaltando il sapore, i profumi, i colori, degli ingredienti tipici della cucina mediterranea.
L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero della Salute ed è stata realizzata grazie al contributo di Merck Sharp & Dohme, la multinazionale americana con sede in Italia, recentemente entrata nell’area terapeutica del diabete con un farmaco di ultima generazione per il trattamento orale del diabete di tipo 2.

GINECOLOGIA, 'CONGRESSO VIRTUALE' SU SECOND LIFE

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Inizia domani il primo “Congresso virtuale” sulla salute della donna su Second Life: i ginecologi italiani si impegnano ad affrontare direttamente con i cittadini i grandi temi al centro dell’84° Congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che si aprirà ufficialmente il 5 ottobre a Torino. “Dal 5 luglio, per i tre mesi che ci separano dal nostro più importante appuntamento annuale – spiega Giorgio Vittori, presidente SIGO – vogliamo uscire dai confini del mondo scientifico e clinico per confrontarci sulle questioni più rilevanti e attuali della ginecologia direttamente con le protagoniste: le donne”. Per raggiungere questo obiettivo, la SIGO sceglie i new media: da domani su second life, nello spazio dedicato alla ginecologia di Healthy, il palazzo della Salute e del benessere, sarà allestito l’angolo “aspettando il congresso”: una “vetrina” con materiali di approfondimento, video, una “bacheca” virtuale per lasciare messaggi e – a orari stabiliti a partire dal 7 luglio - un ginecologo a disposizione per rispondere ai dubbi degli utenti. Numerosi e attuali i temi affrontati: fertilità, il parto oggi e la depressione post partum, le politiche di genere e le pari opportunità in medicina, i trent’anni della legge 194 e temi sociali come sessualità e violenza. “L’invito che lanciamo alle donne – annuncia Vittori - è cogliere questi spunti ed esprimere le proprie opinioni, che troveranno spazio direttamente al Congresso di Torino in una speciale sessione dedicata all’incontro con i bisogni espressi dai cittadini nel mondo virtuale. In questa occasione sarà inoltre presentato il primo cortometraggio educazionale in 3D promosso dalla SIGO per la protezione della fertilità”. “Le età della donna tra natura e tecnologia” è il titolo del Congresso SIGO e del 49° Congresso AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani).

VACCINO HIV: AL VIA PROGRAMMA DI SPERIMENTAZIONE DI FASE II

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Il Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità avvia la seconda fase del programma di sperimentazione clinica del vaccino con la partecipazione di 10 centri clinici sull’intero territorio nazionale.
Attraverso la rete di eccellenza dei centri coinvolti nello studio la sperimentazione del vaccino sarà resa accessibile alle persone con infezione da HIV. In tutti i centri coinvolti, un’equipe multidisciplinare seguirà il volontario per l’intera durata dello studio.
Lo studio sarà sostenuto da tre comitati indipendenti e ognuno con funzioni diverse:
un International Advisory Board, composto da 7 esperti di chiara fama internazionale in campo immunologico, virologico e vaccinale, avrà la funzione di consigliare allo Sponsor strategie e soluzioni per il superamento di eventuali situazioni critiche che dovessero sorgere nel corso dello studio;
un Data Safety Monitoring Board, formato da esperti di prestigio internazionale e di documentata esperienza in ambito HIV/AIDS, che garantirà della sicurezza dei partecipanti alla sperimentazione, attraverso il monitoraggio costante della stessa;
un Community Advisory Board, costituito da esponenti di Organizzazioni Non Governative operanti in ambito AIDS, che sin dalle fasi iniziali dello studio si affiancherà allo Sponsor con l’obiettivo di supportarne l’operato ad esclusivo interesse dei pazienti.
Il nuovo protocollo T-002, già approvato dai comitati etici di 9 dei 10 centri clinici coinvolti, riguarda 128 soggetti adulti con infezione da virus HIV-1, di età compresa tra i 18 ed i 55 anni ed ha l’obiettivo primario di valutare l’immunogenicità del vaccino e quello secondario di proseguirne la valutazione della sicurezza, già preliminarmente verificata nello studio di fase I, attraverso il monitoraggio dell’incidenza e della tipologia degli eventuali effetti avversi.
I pazienti selezionati per la sperimentazione saranno soggetti sieropositivi con infezione cronica e viremia soppressa dalla terapia farmacologica.
I pazienti saranno divisi in quattro gruppi di trattamento al fine di individuare il dosaggio e il regime di trattamento ottimali. L’immunogenicità del vaccino Tat sarà valutata attraverso due differenti dosaggi (7.5 μg e 30 μg), somministrati secondo due diversi cicli, rispettivamente, di tre e cinque immunizzazioni.
L’arruolamento dei pazienti avrà luogo presso i centri clinici e chiunque volesse richiedere informazioni relative ai trial può contattare il Telefono Verde AIDS dell’ISS, al numero 800.861.061 dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Il Telefono Verde AIDS dell’ISS è disponibile in sette lingue tra quelle maggiormente diffuse sul territorio nazionale.